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	<title>Oscar Pizzato &#187; Stoccareddo</title>
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		<title>La Calà del Sasso – Parte II</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 13:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Pietro Pizzato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Beppa Rigoni Scit</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine9.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2531" title="Immagine9" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine9-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>LA <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cal%C3%A0_del_Sasso" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>CALÀ </strong></span></span></a>È il “<em>dominus”, </em>anche se i primi abitatori provenienti da Valstagna (<em>Staintal </em>- <em>Stain </em>=sasso, in cimbro) già nell&#8217;anno 1000, erano stanziali e abili intagliatori di attrezzi in legno. Perciò, derivando “Sasso” la sua origine dalla Val Stain (Vastagna &#8211; sasso a valle), forse il nome corretto sarebbe dovuto essere “sasso a monte”), cioè Steinberg&#8230;<em>Sarebbe suonato bene, no?</em></p>
<p>Ma il toponimo potrebbe anche essere di derivazione latina, a seconda dell&#8217;origine veneta o germanica dei prelati delle chiese. <em>(Sappiamo che erano spesso questi ultimi a svolgere le funzioni religiose, perchè la popolazione parlava cimbro, cioè dialetto tedesco).</em> Se di derivazione latina, è <em>Saxum </em>(qui inteso in senso lato come “insieme di roccioni”). Va detto che questa <em>connotazione morfologica</em> la rilevi ovunque e fotografa perfettamente la Calà.</p>
<p><strong>Poiché nessuna parola è adeguata alla magia di quel luogo, ci affidiamo alle parole del grande <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Rumiz" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #008000;">Paolo Rumiz</span></span></a>, in un suo pezzo del 2003 su Repubblica:</strong> “<em>É lunga come il purgatorio, scura come il temporale:<span style="text-decoration: underline;"><strong> </strong></span>quattromilaquattrocentoquarantaquattro gradini, ripidi da bestie, faticosi solo a nominarli. Partono da Valstagna, sotto picchi arcigni, nel punto dove la valle sembra spaccarsi in due; l&#8217;erta prende la spaccatura di sinistra e brucia in un lampo 810 metri di dislivello ed è una delle opere più fantastiche delle Alpi&#8230;” </em></p>
<p><strong>Venendo all&#8217;attualità, l&#8217;abitato di Sasso nel corso degli anni è stato oggetto di migliorie e innovazioni,</strong> (anche se mantiene l&#8217;antica impronta, vedi le vecchie case in pietra), non ultimo il nuovo campo di calcio in erba sintetica curato dalla “Società Sportiva Sasso”, che nulla ha da invidiare ad uno della città. Buffo l&#8217;elenco dei giocatori: <span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong></span>, <span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong></span>, <span style="color: #008080;"><strong>Rossi</strong></span>, <span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong></span>&#8230;</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2535" title="Panorama 2" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-2-1024x274.jpg" alt="" width="620" height="165" /><span id="more-2528"></span></a></p>
<p>Altrettanto significativi sono il Museo dei 3 Monti e il Monumento a Roberto Sarfatti, in località Ecchele. Il primo, allestito e curato da un&#8230;<span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong></span>, contiene reperti bellici italiani francesi e austriaci; il secondo, sempre sotto la sua tutela, è l&#8217;unica opera esistente in Italia fuori dalla sua regione, del noto architetto lombardo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Terragni" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Terragni</span></strong></span></a>, commissionatogli nel &#8217;35 dalla madre a memoria del figlio Roberto, caduto nel 1918 a 17 anni fra questi monti, da volontario e da eroe.</p>
<p>Oggi in centro, vi sono alcune piccoli esercizi e una chiesa imponente dove &#8211; abbiamo scoperto &#8211; una statua della Vergine è stata dedicata ai carbonai, l&#8217;antico mestiere.</p>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine20.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2536" title="Immagine20" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine20-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Sasso: paese di forte emigrazione in quanto luogo di grande miseria, come capita solo nelle periferie e come sottolineato dagli anziani che abbiamo avuto la fortuna di incontrare.</strong> Una doppia fortuna, perché alcuni di loro hanno fatto gli spalloni giù per la Calà, oltre che i carbonai e gli operai forestali (maschi e femmine!), in giro per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa. E noi che credevamo che quei tempi fossero trapassato remoto&#8230;Sì, tempi dimenticati da chi non vuol ricordare da dove veniamo <em>(così non capiremo mai dove andiamo!)</em> e quanta miseria ci fosse, quasi motivo di vergogna invece che punto d&#8217;onore, l&#8217;esserne venuti fuori.</p>
<p>E tanto orgoglio e grande dignità sono emersi dalle parole di chi la fame l&#8217;ha patita davvero ed è ancora qua a raccontarcelo: <span style="color: #008080;"><strong>Danilo Rossi</strong></span>, <span style="color: #008080;"><strong>Maria Baù</strong></span> e <span style="color: #008080;"><strong>Santina Rossi</strong></span>&#8230;in <span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong></span>.</p>
<p><strong><span style="color: #008080;">Danilo Baù</span> è anziano relativamente: 72 anni.</strong> Si vede che ha lavorato in cava, ha un volto scavato nella pietra a testimonianza di quanto sia stata dura la sua vita. Abita in Contrà Gianesoni, abbarbicata sul pendio. A 17 anni è andato emigrante in Francia e al ritorno, ha aperto una piccola impresa con un compaesano, per poi proseguire da solo; attività che ha dovuto smettere anzitempo per motivi di salute. (I suoi 4 figli hanno oggi un&#8217;impresa edile nel capoluogo asiaghese). Sul poggiolo di casa ci sono dei fiocchi: è nata da poco Matilde. Così nell&#8217;arco di 40 anni in casa Rossi, siamo alla quarta generazione. La moglie Luigina &#8211; neanche 70enne e già bisnonna, racconta:<em> “Da bambina d&#8217;estate andavo per fragole, lamponi, mirtilli (senza mangiarne neanche uno&#8230;guai!) e con i secchi giù per la Calà fino a Valstagna. Lì c&#8217;era fisso un mercato, dove col ricavato comprare farina, pasta, tabacco, sale o portare i pochi franchi a casa”</em>. Veramente dice:<em> “la sale”,</em> al femminile: curioso! E qui gli occhi increduli si sgranano&#8230;<em>come?</em> Non è preistoria questa? No, è cronaca del 1956, anno in cui fu ultimato il collegamento con Asiago.</p>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2538" title="Immagine10" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine10-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>A rincarare la dose, l&#8217;incontro con le altre due: <span style="color: #008080;">Santina e Maria</span>. Santina Rossi in Baù</strong> è un&#8217;arzilla 93enne, con due occhi azzurri come il mare ancora bella come nelle foto di ragazza. <strong>Maria Baù</strong> (84) è la sua amica del cuore: è stato difficile dar voce all&#8217;una o all&#8217;altra, perchè vispe come due adolescenti, si suggerivano e si rubavano i ricordi. Li riportiamo. <strong>Santina</strong>:</p>
<p><em>“Che vita, che</em> <em>fame&#8230;deso stemo ben, deso simo siori”</em>.</p>
<p>&#8211;</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine31.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2543" title="Immagine31" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine31-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>E lo ripete ossessivamente come un mantra. Ha raggiunto in Francia il marito con i suoi 5 figli, come dal suo passaporto francese, il sesto è nato lì. Han fatto gli operai forestali e i carbonai, vivendo nel bosco in baracche tirate sù con le loro mani. Han vissuto l&#8217;emarginazione, il controllo ossessivo della loro identità e idoneità, sennò <em>raus</em>! Al ritorno, “con quei quatro schei” han sistemato la casa avita, la stessa della foto. <strong>Maria Baù</strong>, emigrante in Savoia già con i genitori (parla ancora la lingua), ma anche in Liguria e sugli Appennini, ricorda che lasciava i suoi bambini a dormire su una coperta sotto i pini e c&#8217;eran le <em>bisse</em>, che andavano a scaldarsi là vicino. E&#8217; andata pure a scuola in Francia e lo si avverte. Ma il suo ricordo più forte è legato alla Calà: scendeva coi prodotti locali e col ricavato comprava in loco il tabacco, spesso per portarlo nascosto nella gonna, di contrabbando fino a Trieste, dove lo barattava col sale (anche 20 chili per volta), dopo aver passato di notte con un barcone il fiume a Portogruaro, perchè il ponte era stato fatto saltare dai tedeschi. Una ragazzina, a dover affrontare mille pericoli, non ultimo l&#8217;essere scoperta e requisita, come realmente accaduto.</p>
<p><em>“Podaresimo scrivare un libro&#8230;”,</em> conclude.</p>
<p><strong>Che emozione e che onore aver avuto testimonianza diretta del passato, traslando i libri di storia che, da che mondo è mondo, <em>te la raccontano</em> a modo loro.</strong> Che gioia stampare un bacio su quelle guancie rugose sapendo di aver suggellato un&#8217;amicizia per sempre.<br />
&#8211;</p>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2540" title="Immagine11" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine11-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>UN CENNO DOVEROSO tocca al significato dei toponimi delle contrade,</strong> trovato nel libro del Rizzolo che abbiamo dovuto saccheggiare dopo aver indagato invano con gli autoctoni: nessuno sapeva da dove derivasse il nome della loro contrada! <em>Chiesa</em> ovvio, è l&#8217;area dove è situata, al centro della frazione Sasso; <em>Lobba</em> è la parte pianeggante prima di entrare in centro (da oba=piana, ergo: l&#8217;obba); <em>Mori</em>, contrada in direzione Stoccareddo, pare si intrecci con Mörar di Asiago dove i Dal Sasso &#8211; che di soprannome facevano Mori &#8211; avevano delle proprietà; <em>Ruggi</em>: ultima contrada verso Gallio, significa: zappativo, pascolo ma anche rozzo, duro. Va a braccetto con <em>Grulli</em>, assai dissimile dal significato poco qualificante in italiano, in particolare in Toscana, derivante o dal cimbro (grüll, cioè collerico) o dal veneto (grolo, cioè spilungone): magari, il capostipite era uno spilungone collerico&#8230;Di <em>Eckelen</em> o Ech ce ne sono tanti quassù e il significato è: fianchi ripidi/colli; <em>Caporai</em>: soprannome di tanti Rossi, alcuni dei quali furono capi-contrada, cioè caporali; <em>Pieretti</em> da un tal Piero..; <em>Cotti</em>: da Kot o Koat, ovvero fango;<em> Colli</em>: stesso significato di Ech, cioè colle; <em>Gianesoni</em>: o Genesoni, deriva da Gianese, Gianni, Giovanni&#8230;; <em>Sprunck</em>: da springen, cioè saltare, quindi salto, balzo o scoglio; Infine <em>Loca</em>, toponimo molto diffuso in Altopiano, deriva da loch: buco, pertugio.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_3201.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2546" title="IMG_3201" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_3201-768x1024.jpg" alt="" width="620" height="826" /></a></p>
<p><em>Leggi anche:</em> <a href="http://www.oscarpizzato.com/?p=2508" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">La Calà del Sasso – Parte I</span></strong></span></a></p>
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		<title>LA NUOVA TAVERNA &#8220;DEL CACCIATORE&#8221; [Parte II]</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 13:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Pietro Pizzato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h4>La scorsa Primavera sono stato coinvolto in “un’iniziativa” del tutto singolare, già descritta in un <a href="http://www.oscarpizzato.com/?p=2244" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">articolo precedente</span></span></a>.</h4>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2635" title="Panorama 5" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-5-1024x264.jpg" alt="" width="620" height="159" /></a></p>
<p>DA ALLORA SONO passate diverse settimane, perché per preparare, costruire, assemblare… dar forma, finire e rifinire tutte le molteplici componenti Stilizzate ed ancor più “personalizzate” — come ad esempio i preziosissimi inserti pietrosi — del progetto di Taverna per un mio amico Cacciatore&#8230; ci è voluto del tempo.</p>
<p>Inoltre, mi pare di assoluta “importanza” precisare, per correttezza, stimolo ed altresì per orgoglio personale, che “tutte” le fasi operative si sono potute realizzare “in casa”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-3.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2638" title="Panorama 3" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-3-1024x295.jpg" alt="" width="620" height="178" /></a></p>
<h5>Sono quasi “obbligato” ad affermarlo, poiché in “rarissime” altre occasioni ad oggi, nelle mie ultra-cinquantennali Esperienze di “Vita”, avevo avuto modo di toccare con mano, direttamente, il …“prezioso” significato di parole come: UNITÀ, AMICIZIA E SOLIDARIETÀ FAMIGLIARE.</h5>
<p>Difatti, sottacendo volutamente il “ruolo” del mio Amico e “collaboratore” <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>, si sono rivelati indispensabili anche i fratelli, le sorelle ed i famigliari di <span style="color: #008080;"><strong>Marta</strong></span>, Sua moglie.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Guarda il video:</em></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XOmS5_1HK5A" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/XOmS5_1HK5A"></embed></object><span id="more-2628"></span></p>
<p><span style="color: #008080;"><strong>Maurizio</strong></span>, il maggiore della numerosa “covata”, si è prestato per ciò competeva le Opere Idrauliche; Suo figlio <span style="color: #008080;"><strong>Giacomo </strong></span>[anche ottimo “artista/suonatore” di Fisarmonica], ha fornito il proprio supporto per le varie Opere Murarie; <span style="color: #008080;"><strong>Luca</strong></span>, il più “smanioso”, un uomo che davvero non sta mai fermo, un moto perpetuo “lavoratore”, si è occupato delle “finiture” Murarie e delle “canalizzazioni” Elettriche, in tutti le varie fasi di riordino succedutesi, oltre che delle ultime intelaiature del Rivestimento ligneo di “perlinatura”.</p>
<p>La sorella di Marta, <span style="color: #008080;"><strong>Maria Grazia</strong></span>, oltre al sostegno “morale” e soprattutto di “umore” [mostrandosi “sempre” felice malgrado gli “eventi” della Vita…], ha “dato una mano” nel riordino, nella sistemazione e nella pulizia in genere ed altresì, assieme all’altra sorella <span style="color: #008080;"><strong>Manuela </strong></span>[moglie del mio “collega tecnico” <span style="color: #008080;"><strong>Leone</strong></span>], ha prestato servizio, fino a poco prima dell’inaugurazione “ufficiale”, nelle necessarie Pulizie di fine lavoro.</p>
<p>Un altro “pilastro familiare” è stato rappresentato dallo zio materno, <span style="color: #008080;"><strong>Corrado</strong></span>: un “pozzo” di Vita!!… con la Sua “sapienza” Edificatoria nella messa in opera il Rivestimento “a spacco”, realizzato con l’accogliente e discreto marmo Giallo Reale veneto.</p>
<p>Ultima, ma non “ultima”, debbo nominare la <span style="color: #008080;"><strong>Signora Palmira</strong></span>, madre di Marta, una donna in apparenza “fragile” ma in realtà molto determinata, nel carattere, nell’operatività e soprattutto direi nei “pensieri”, dimostrando una Vitalità Combattiva “coinvolgente” per tutti. Inoltre, va aggiunto un suo ulteriore pregio naturale, quello di essere senz’altro una Gran Cuoca: il ragù con cui prepara le Sue ricette in cucina non ha “paragoni”, senza parlare della “migliore” Lepre Alpina che io abbia mai mangiato… e questo detto da un discendente di Famiglie “Lepraiole”!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-21.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2637" title="Panorama 2" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-21-1024x494.jpg" alt="" width="620" height="299" /></a></p>
<p>Un “personaggio extra” che desidero menzionare, è la mia paesana <span style="color: #008080;"><strong>Donatella Cortese</strong></span>, con cui poco prima dell’inizio “della festa” ho  installato le Tende Ornamentali della Taverna e che a mia insaputa risiedeva da moltissimi anni da quelle parti, dopo aver “messo su” Famiglia proprio a Stoccareddo di Gallio… il caso ha voluto che non ci incontrassimo da più di vent’anni. A Lei mi legano i ricordi della Sua “storia” Famigliare: la sorella Gianna, il fratello Luciano ed in particolare il mio coscritto Raffaele “il rosso, pel di carota”, che all’età di 23 Anni, a causa della propria infinità bontà, della propria disponibilità senza limiti e della propria ingenuità… se n’é “andato”, pur rimanendo “sempre” nel mio cuore.</p>
<p><strong>Tornando alla Taverna “Del Cacciatore”,</strong> la sera di  giovedì 15 Novembre 2012, dopo le ultime “installazioni” del Rivestimento di “perlinatura murale”, l’inserimento del Bancone di Lavoro a “penisola”, e del Tavolo con “panche” in legno, finalmente la raffinata ed elegantissima Opera Artistica, il “puzzle infinito” di Incastri ed Intarsi, si è perfettamente “composto”, o meglio… “concluso”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2652" title="Panorama 7" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-7.jpg" alt="" width="755" height="603" /></a></p>
<p>Come Suo solito il mio Amico Stefano, pur mancando ancora alcune piccole finiture forse nemmeno visibili dagli inesperti, appena entrato in “contatto” con la Taverna “Del Cacciatore”, per non smentirsi ha dato il via ad un’incredibile INAUGURAZIONE.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_1096.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2647" title="IMG_1096" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_1096-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>Il pomeriggio l’abbiamo trascorso, “sopra tutti” gli stessi Stefano e Marta, radunando e preparando il “prelibato” Menù, per cui sono state disposte le pietanze sopra il coperchio in ghisa alluminata della “nuova” Stufa a Legna, che in modo spettacolare, decorativo e personalizzato ho previsto “inserita” nella Cucina in Muratura del “mio” Marchio Produttivo.</p>
<p>Gli “ingredienti” di base erano composti da:</p>
<ul>
<li><strong>Ragù a pezzettini di due Esemplari di</strong> <strong>Gallo Forcello</strong>, “tagliuzzati” ad Arte dalle mani esperte di Stefano sia “dai petti” che “dalle cosce”.</li>
<li><strong>Tagliatelle “all’uovo” fatte a mano</strong>, “preparate” sapientemente in casa dall’insuperabile e già citata Signora Palmira.</li>
<li>Chiaramente, da buoni veneti non poteva di certo “mancare” la classica <strong>Polenta Veneta</strong>.</li>
<li>Ad aggiungersi, un contorno superlativo: i <strong>Cappucci </strong>[i “capuxi”], raccolti dal nutrito orto della Signora Palmira.</li>
<li>In una pentola in terra cotta è stato cucinato un delizioso, gustosissimo e profumatissimo Arrosto ricavato da “numerosi” Esemplari di <strong>Coturnice</strong>.</li>
<li>Sulla consistente “griglia di acciaio”, composta dal particolare piatto rotante di mia personale “ideazione”, è stato solo “in ultimo” Lavorato… ad Arte un irraggiungibile <strong>roastbeef di Cervo Maschio “giovane”.</strong></li>
<li>Infine, Marta e la cognata Luisa [moglie di Luca], hanno dato il loro tocco finale con Due <strong>Torte “alle mele”</strong> preparate nel pomeriggio.</li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_1135.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2653" title="IMG_1135" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_1135-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Senza dimenticare il Prosecco, il Cabernet, il “Palazzotto di Maculan” e le “saporite” Grappe Venete </strong>che “l’hanno fatta da padroni” facendosi apprezzare in quantità, tanto che al termine i “vuoti” non si riuscivano nemmeno a contare… e quasi verso fine serata lo stesso Stefano ha escalmato: <em>“Marta, sei la solita… non hai messo l’acqua in tavola?!”</em></p>
<p>Nel corso della festa voluta “ma–gi-stral-men-te” da Stefano, ho registrato qualche filmato e scattato alcune fotografie che reputo essere una testimonianza indelebile della consacrazione della Nuova Taverna “Del Cacciatore”, come con Sano Orgoglio “altopianese” ho qui cercato di descrivere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-9.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2642" title="Panorama 9" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-9-1024x545.jpg" alt="" width="620" height="329" /></a></p>
<h5>Visti i concreti risultati ottenuti ed i relativi “apprezzamenti”, posso permettermi di ri-affermare che il “marchio” <span style="color: #ff0000;">OPPIS </span>ha “Colpito ancora”… positivamente!</h5>
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		<title>Cocchiere, singolare maschile: Colui Che Conduce</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 12:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Pietro Pizzato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Se vuoi imparare qualcosa, leggilo. Se vuoi capire qualcosa, scrivilo. Se vuoi padroneggiare qualcosa, insegnalo.&#8221; YOGI BHAJAN &#8211; UTILIZZARE LA PAROLA COACH — “cocchiere” in italiano — mi fa sorridere....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;">&#8220;Se vuoi imparare qualcosa, leggilo.<br />
Se vuoi capire qualcosa, scrivilo.<br />
Se vuoi padroneggiare qualcosa, insegnalo.&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">YOGI BHAJAN<br />
&#8211;</p>
</blockquote>
<h5 style="text-align: center;">UTILIZZARE LA PAROLA <a href="http://www.oscarpizzato.com/?p=2411" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">COACH</span> </span></a>— “cocchiere” in italiano — mi fa sorridere.</h5>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6421.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2558" title="IMG_6421" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6421-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Lo posso affermare poiché una decina di anni fa, pur vedendomi da sempre…“diverso”, direi persino “incompreso”, o meglio, lontano dallo “standard” di Cacciatore, non avrei “mai” pensato che io — <span style="color: #008080;"><strong>Oscar Pietro Pizzato</strong></span>, “accanito” Beccacciaio, geloso, egoista e solitario come ogni Montanaro D.O.C. — avrei potuto usare questo termine, per di più in lingua straniera [inglese].</p>
<p>Ma ciò che senz’altro risulta di maggior “rilievo”, è l’essere riuscito a cambiare a tal punto da divenire nel contempo un…“insegnante”, un…“preparatore”, o come amo definirmi: “un Istruttore” per quanto concerne l’Arte Venatoria e …“Cino-venatoria” col Cane da Ferma.</p>
<p>Questo mio progetto è in atto all’incirca da “tre anni” [pur confessando, “col senno di poi”, che lo avevo adottato lungo tutto il mio percorso di Vita Venatoria, ed a “tutte” le Latitudini], e seguendo le mie stesse “convinzioni” ho voluto condividere quel “monte” di Esperienza che ho avuto la fortuna, la costanza, ed ancor più, la caparbietà di perseguire…“sempre, comunque ed ovunque”, immancabilmente assecondato dai miei “favolosi” Setter Inglesi marchiati <span style="color: #008080;"><strong>OPPIS</strong> </span>[tanto quelli di oggi che quelli “del passato”: tutti, ma proprio tutti, hanno in effetti contribuito in un modo o nell’altro ad Istruirmi], girando in lungo e in largo “l’intera” Italia ed il Mondo Turistico-Venatorio circostante.</p>
<p>Dette “magnifiche” Conoscenze mi hanno permesso di acquisire “un’enormità” di Informazioni, di dettami e di dettagli che attualmente posso con molta semplicità …“esporre, spiegare e trasmettere” a quegli appassionati che si sentono “assorbiti” dall’Arte della Beccaccia.</p>
<p>Adottando tecnicamente i medesimi Principi Istruttivi che con indiscussa “tenacia”, “parsimonia” e relativa “linea filosofica” ormai da 40 lunghissimi anni ho tenuto ad impartire a “tutti” i miei Specialisti dal Pelo di Seta, via-via sono riuscito a salire gran parte dei Gradoni che possono condurre al Successo “pratico e concreto” in quest’Arte particolare.</p>
<p>Immergendomi nello specifico a 360 gradi senza mai “risparmiarmi”, proprio quest’anno ho iniziato orgogliosamente a “raccogliere” i Primi Frutti della mia stessa…Opera Istruttiva.</p>
<h4 style="text-align: center;">Difatti, fra le altre, ho voluto dedicarmi anima e corpo ad un Amico di vecchia data, chiaramente molto scettico fin dall’inizio alla mia “offerta”, ma che comunque si è lasciato condurre [esattamente come faccio in “fase” Istruttiva coi miei Giovani Setter Inglesi] verso il… Successo con la “funambolica” <span style="color: #ff0000;">Beccaccia</span>.</h4>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6328.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2562" title="IMG_6328" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6328-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 31 Ottobre 2012 sono riuscito a fargli “toccare” l’estremo apice del “godimento” Cino-Venatorio, “cacciando” con ragione e sentimento inerenti giusto a limite del Manto Nevoso che era caduto sin dalla nottata precedente, e col seguito di ciò gli ho fatto raccogliere un’Esemplare di Regina del Bosco a dir poco…“fantastico”, sia per le incantevoli “forme”, quanto per i “colori”, ma soprattutto per “la grandezza fisica” [immensa] ed il relativo Peso Corporeo: “568 grammi” di Scolopax Rusticola.</p>
<p>Il merito di tutto ciò va in primis ad <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong></span>, che ha saputo comportarsi letteralmente “ad Arte”,  e poi al mio Braccio Destro, la mia inseparabile Cavalier King Charles Spaniel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=SL0aC15wGyM" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">CAMILLA</span></strong></span></a>.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6448.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2560" title="IMG_6448" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6448-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<h4 style="text-align: center;">Ed ecco in breve la cronaca della giornata, oltre che “dell’evento” e dell’Azione occorsa.<span id="more-2550"></span></h4>
<p>In seguito alla nevicata descritta, di primo mattino ho concordato telefonicamente con Stefano di “uscire” subito dopo pranzo, così che la pioggia [annunciata dai giornali] oppure i raggi del Sole avrebbero fatto ritirare la coltre nevosa.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/03/Campani-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2013" title="Campani-1" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/03/Campani-1-163x300.jpg" alt="" width="163" height="300" /></a>Nel frattempo, visto il periodo di continue “ordinazioni” dei <a href="http://www.oscarpizzato.com/?p=2016" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Campani OPPIS Planet</span></strong></span></a>, ho trascorso la prima parte della mattinata a montare/comporre l’intero bastimento dei “collari”, dei “porta-campani” e dei Campani stessi.</p>
<p>A mezza mattinata ho raggiunto il centro di Asiago per incontrare una giornalista interessata ai miei libri, ai miei convegni e “comunque” alla mia complessiva Opera “cinofilo-venatoria”, così da poter stendere un programma pertinente.</p>
<p>Verso mezzogiorno l’amico <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>mi ha telefonato dicendomi:</p>
<blockquote><p><em>«Sono arrivato a casa da poco e sto preparando il pranzo, chiaramente sul mio tavolo è già pronta una sedia anche per Te, è qui che Ti attende…»</em></p></blockquote>
<p>Per poi aggiungere:</p>
<blockquote><p><em>«…mi raccomando fai presto, e “non venire” per la solita strada, prendi l’altra, perché ci sono gli “amici” che… rompono!!»</em></p></blockquote>
<p>L’ho ringraziato per la consueta ospitalità, rassicurandolo sui tempi e poco dopo ho salutato la gentile signora con cui stavo ancora chiacchierando di fronte ad un caldo miscuglio di gustose prelibatezze ed essenze “montane”.</p>
<p>Prima delle 13:00 già mi trovavo seduto al mio posto, con “accoglienza sincera”, sul tavolo disposto nel bel mezzo di un “abbraccio di tramezzi” artigianalmente intrecciati di Pino, Abete e Larice, nella più che pregevole mansarda  riscaldata dalla classica Stube a legna [come si definisce in gergo].</p>
<p>Come al solito, <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>si è intestardito a fare il frettoloso, per cui ho risposto salutando la moglie, pur col caffè “scottante” sottomano: conoscendolo bene, non mi restava altro che “muovermi”.</p>
<p>Appena nel cortile di casa mi ha detto:</p>
<blockquote><p><em>«Oggi vorrei perlustrare tutta la Zona che “circonda” il Paese, da Ovest ad Est per capirci, sia perché “non c’è più” presenza di neve, sia perché mi risulta dai racconti dei residenti che Le Beccacce sono qui intorno, specialmente in giornate come quella di oggi…»</em></p></blockquote>
<p>Ed io in risposta:</p>
<blockquote><p><em>«Non ne dubito affatto, basta guardarsi attorno per comprendere che non si tratta di …Fantasie Popolari, ma bensì di “evidenti” Realtà.”»</em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6506.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2563" title="IMG_6506" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6506-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In quel momento è giunto col pulmino della scuola anche “<span style="color: #008080;"><strong>Ale</strong></span>” [Alessandro, il figlio di <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>], che da “aspirante” Futuro Cacciatore [possiede un buon “talento” Naturale, oltre alle… Doti Genetiche], si è esposto chiedendo al Padre:</p>
<blockquote><p><em>«Papà, posso venire anch’io?!»</em></p></blockquote>
<p>E <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>a lui, con durezza:</p>
<blockquote><p><em>«Scordatelo!! E poi con Te NON PARLO!!»</em></p></blockquote>
<p>Al che ho intuito che tra padre e figlio c’era un po’ di “maretta” precedente, ed ho preferito restarne Fuori.</p>
<h4 style="text-align: center;">Appena usciti dai caseggiati intorno, perlopiù composti dai parenti del mio amico, ho chiamato a me il prescelto: <span style="color: #ff0000;">OPPIS BRICK</span>. L’ho “attrezzato” di Beeper e dell’indispensabile Campano “in stile”, che per tale tipologia di Arte Venatoria reputo assolutamente IN-SOS-TI-TU-I-BI-LE, e l’ho “invitato” dolcemente, a parole, a…“non strafare”.</h4>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6223.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2565" title="IMG_6223" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6223-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Il mio braccio destro, la mia “seconda anima”, ossia la Cavalier King Charles Spaniel di nome “<span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong></span>”, nel frattempo osservava ed ascoltava quasi a voler “rassicurare” il mio fido Setter Inglese con il suo sguardo penetrante.</p>
<p>Siamo scesi verso il fondovalle, proprio sotto “i recinti” dei Cani dello stesso <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>, e non appena giunti al centro della stessa, il mio fantastico Giovane “Specialista” ci ha fatto udire il ritmico trillìo del suo Beeper.</p>
<p>Ho invitato il mio Amico a “servirlo”, e subito dopo un rapido avvicinamento in ulteriore discesa, ci siamo accorti che lo stesso <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong></span> era regolarmente “impegnato” a soddisfare i propri… Bisogni Fisiologici.</p>
<p>Così siamo saliti sullo Spigolo Montuoso che ci sovrastava, e mentre <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>col suo Pointer Inglese “<span style="color: #ff0000;"><strong>ASSO</strong></span>” si delineava costeggiando la Gola posta a Nord-Ovest di fronte a Noi, io mi sono ritrovato costretto ad “assecondare” volente o nolente il mio Cane dal Pelo di Seta, che pur nell’irto e tortuoso pendio in cui eravamo, si è prodotto imperterrito in un “allungo” in profondità, poco oltre l’avvallamento a mio fianco.</p>
<p>Trascorsi un paio di minuti l’ho sentito arrivare [il Campano, fra le altre, serve proprio a questo] ed appena ho potuto vederlo mi sono rivolto a Lui con fare paterno ma deciso, dicendogli:</p>
<blockquote><p><em>«Ti ho appena “chiesto” di non strafare, per cui vedi di stare “calmo” e di affiancarmi con lucidità…»</em></p></blockquote>
<p>…aggiungendo poi con tono da ”capo-branco”, ancor più ferreo:</p>
<blockquote><p><em>«…mi hai capito?!»</em></p></blockquote>
<p>La solita <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong></span>, assumendo il ”ruolo” di Mediatrice, sembrava a tutti gli effetti trasmettergli proprio ciò che gli stavo richiedendo, ed il mio Setterone [assomiglia per filo e per segno all’irrefrenabile Bisnonno, l’indimenticato <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS PACO</strong></span>] dopo questa “striata verbale” si è immedesimato nella parte tanto da “farmi vivere” le successive quattro ore come tra le più “indimenticabili” della mia Storia Beccacciaia.</p>
<p>Sono risalito ancora per un centinaio di metri, e nel breve sono giunto alla strada comunale che mette in comunicazione la Contrada <a href="http://www.oscarpizzato.com/?p=2508" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Sasso</span></strong> </span></a>[Asiago] con la Contrada Stoccareddo [Gallio], nel “mio” Altopiano. L’ho oltrepassata tenendo per il collare il mio Giovane “Specialista”, occupando l’attenzione della mia Cavalier King Charles Spaniel con le indicazioni dell’altra mano verso il percorso da intraprendere.</p>
<p>Salita la scarpata, mi sono “introdotto” in un paesaggio di Bosco e sottobosco che a mio parere si potrebbe definire “da sogno”, formato perlopiù da “innumerevoli” Piante di Noccioli, Faggio e da Felci, oltre che dalle “solite” Ortiche.</p>
<p>Qualche passo più in là ho notato in profondità una piccola valle a salire, molto “accogliente”, al cui centro si “erigevano” delle consistenti Piante di Pino, ed alla vista di ciò ho pensato fra me e me:</p>
<blockquote><p><em>«Ora ci siamo!!»</em></p></blockquote>
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6425.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2567" title="IMG_6425" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6425-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></h4>
<h4 style="text-align: center;">Per essere “coperto” [non portavo con me alcun Fucile, poiché svolgevo il “ruolo” di Istruttore e “non” di Cacciatore], ho lanciato un adeguato <em>«Ooohhpp» </em>all’attenzione di <span style="color: #008080;">Stefano</span>, che pur trovandosi molto più in basso mi ha dato il suo <em>«OK»</em>.</h4>
<p>Dopo pochi passi sono arrivato al limite della Pineta, e nel contempo sono riuscito nitidamente ad intravedere <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong> </span>all’opera proprio mentre “percepiva” un’evidentissima “usta” di Scolopax, cui è seguita l’ondeggiante risalita… Pasturando con assoluta concentrazione sino a Fermarsi.</p>
<p>Conoscendolo, ho osservato immediatamente d’istinto che il Suo “infinito” codone, come per il suo Sapiente Bisnonno, nella parte finale, o meglio, negli “ultimi” 15 centimetri ondeggiava con frenesia allo scopo di “indicarmi” che La Regina aveva già“scelto” altri Lidi, più… consoni e sicuri.</p>
<p>A seguire, ho lasciato che la mia “Mano attiva” —  cioè <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong> </span>— desse il giusto scossone per Rompere gli “indugi” ed ho “fischiato” a <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>, che come da mie “istruzioni” ha compreso di dover per forza “avvicinarsi” a me.</p>
<p>Non ho fatto nemmeno in tempo a decidere come meglio muovermi, che l’intrigante mio Giovane “Specialista” già si esibiva in un’espressiva percezione d’usta, come Suo “solito”, di… chilometrica portata,  arrivando a Gattoni al successivo avvallamento lì presente, quasi in fotocopia a quello descritto in precedenza.</p>
<p>Anche <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong> </span>ha percepito le possibili conseguenze, per cui sono stato “costretto” […Lei di certo NON FERMA!!] ad assecondarla avvicinandomi pur forzatamente con una…“silenziosa” corsetta [il fondo composto da una miriade di Aghi di Pino mi ha sicuramente “agevolato”].</p>
<p>Come in precedenza, <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong> </span>ha adottato la consueta “eleganza” che di norma e regola lo contraddistingue, “ripetendo” pari-pari i medesimi comportamenti di pochi attimi prima, perciò ho dedotto che la…“fumosa” Regina del Bosco aveva già ha provveduto “per il Suo”.</p>
<p>Lui, “incazzatissimo” [non gli piace essere “preso per i fondelli”], pur rimanendo “lucido e concentrato” mi ha abbandonato nuovamente e si è portato verso la porzione di bosco successiva, sempre in salita lungo la Costa Montuosa accennata.</p>
<p>Poco dopo l’ho intravisto mentre “pizzicava” un cenno di Pastura ed infine si “erigeva” ancora in Ferma Statuaria.</p>
<p>Trascorsa una manciata di secondi, il Giovane Setter Inglese ha iniziato di nuovo a muovere velocemente la parte terminale del suo…“timone”.</p>
<h4>Ho compreso nell’immediato il “messaggio” inviatomi, cercando allo stesso tempo di ragionare al meglio sul “da farsi” conseguente.</h4>
<p>In quel’istante mi è arrivato vicino <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>, per cui gli ho spiegato quanto accaduto in modo che anche Lui riuscisse a capire come avrebbe dovuto muoversi in quei frangenti.</p>
<p>A quel punto “dell’asperità” Montuosa, la coltre nevosa che circondava gli sprazzi di Pineta raggiungeva all’incirca i 10 centimetri, però sul versante che ci stava di fronte, pur non conoscendo assolutamente La Zona [era la prima volta che ci camminavo…], avevo l’impressione che la vegetazione fosse più fitta, ed i Pini presenti, essendo disposti più a largo raggio, con le loro “fronde” sfioravano il Terreno circostante, per cui senza dubbio il sottobosco non poteva che essere libero dalla Neve.</p>
<p>Dopo aver valutato la situazione, avendo nel contempo lasciato sbollire i Fumi di “rabbia” di <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong></span>, l’ho richiamato “a me” e gli ho “indicato” di andare davanti a noi, attraverso il Vallone “tortuoso” che a mio avviso ci divideva dalla “furbastra” Scolopax Rusticola oggetto delle nostre ricerche.</p>
<p>Il mio Giovane “Specialista” […compirà Tre Anni il prossimo 12 Dicembre], ritenendomi “da sempre” una Figura di Garanzia, ha seguito alla perfezione le mie direttive ed essendo molto più scaltro, oltre che più agile, di me e <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>[la neve ed i sassi presenti “non ci aiutavano” di certo… tanto che il mio Amico è scivolato pesantemente “escoriandosi” Braccia e Glutei…], è riuscito a raggiungere un Gruppetto di Ginepri che si trovano a pochi passi dalle Piante di Pino descritte in precedenza, e nel far ciò, quasi in contemporanea,  ha “messo a tacere” completamente il proprio Campano.</p>
<p>Io l’ho raggiunto “saltando” di tutto e di più, mentre il Beeper “rilasciava” perlomeno sette o otto “trilli”, ma a causa dell’avvicinarsi perentorio sulla neve del mio Collega, non sono riuscito nemmeno a percepire il “sottrarsi” furbesco della Regina.</p>
<h4 style="text-align: center;">Al che, sentendomi preso in giro, ho deciso di fare “a modo mio”.</h4>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6499.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2569" title="IMG_6499" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6499-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ho guardato <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>negli occhi e gli ho detto:</p>
<blockquote><p><em>«Ora mi ha “stancato… da “qui in poi”, anche se non sarà il “massimo” dell’Eleganza Beccacciaia, ci penso io…»</em></p></blockquote>
<p>…ed ancora:</p>
<blockquote><p><em>«…Tu cerca di restare sempre all’Aperto, fuori dalle Piante, e stai ben attento ad ogni mio “sibilo”.»</em></p></blockquote>
<p>Detto ciò, ho lasciato volutamente che <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong> </span>si “defilasse” leggermente più a valle, ed ho richiamato subito <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong> </span>con un filo di voce, indicandoLe di precedermi“a salire” proprio al di sotto delle Fronde dei Pini, che essendo interamente ricoperte di coltre nevosa mi riempivano sia “il collo” che “la testa” di “massaggi gelati”, sciolti all’istante per l’arrabbiatura che trasudavo dalla mia stessa pelle.</p>
<p>Non avevo percorso nemmeno 100 metri, salendo trasversalmente nel bel mezzo della Pineta, che ad un tratto ho “notato” la mia Cavalier King Charles [come al solito in simili frangenti] saltellare in modo irrefrenabile…“attaccando” a destra e a manca una forte Emanazione, un Effluvio a Lei ben noto, ed allora con il mio sguardo attento ho cercato in qualche modo di anticiparla quel tanto che bastava per avvertire l’Amico <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>di ciò stava per accadere.</p>
<h4>In un attimo ho intravisto La Regina che “osservava” immobile <span style="color: #ff0000;">CAMILLA </span>avvicinarsi, percependo che anche quest’ultima l’aveva a sua volta “individuata”.</h4>
<p>Istintivamente ho gridato a <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>:</p>
<blockquote><p><em>«Eccola!!… Eccola!!»</em></p></blockquote>
<p>…e poi:</p>
<blockquote><p><em>«…stai attento che Ti arriva “sopra la testa”!!»</em></p></blockquote>
<p>Ho seguito “l’involo” portentoso della Regina del Bosco che risaliva perfettamente “a colonna” il Gruppo di Pianteantistanti e poi, dopo averne raggiunto le“cime”, l’ho vista lanciarsi rabbiosamente a scendere verso l’immancabile Punto di Luce che la sua “natura fuggiasca” da sempre Le “consiglia”.</p>
<p>Ho udito l’immediato “buhm”, il distinto boato esploso dal mio Collega, e nel frattempo ho “sentito” la Scolopax Rusticola infrangersi sulle ramaglie attorno, e subito dopo il tonfo a terra conseguente. Ho urlato a <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong></span>:</p>
<blockquote><p><em>«Bravo Stefano, bravo, molto bravo!! “Questa” Beccaccia non era un Esemplare “facile” da Raccogliere!!»</em></p></blockquote>
<p>Sono sceso da Lui ed ho richiamato il “sapiente” <span style="color: #ff0000;"><strong>OPPIS BRICK</strong></span>, per fargli “assaporare” la Scolopax Rusticola appena “guadagnata”.</p>
<p>Viceversa <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong></span>, che “comprende” tutto proprio come Un Essere Umano, mi ha preceduto restandomi di fronte ad “osservare” lo stesso <span style="color: #008080;"><strong>Stefano</strong> </span>mentre usciva dalle imponenti Fronde dei Pini, “splendido splendente” [le foto scattate lo possono confermare…].</p>
<p>Con dovizia di …“particolari”, tanto al mio Setterone quanto alla “mitica” <span style="color: #ff0000;"><strong>CAMILLA</strong></span>, ho dato l’opportunità di assaporare tra le Fauci l’inerme Preda, ancora “pulsante” di quel calore corporeo che attrae ed affascina gli Specialisti [e non solo].</p>
<p>Il pomeriggio, o meglio, l’indimenticabile “pomeriggio” ci ha poi visti…“impegnati” fino al calare della sera, nel raggruppare, immersi in quell’assoluta coltre nevosa, “un’inverosimile” cinquina [anche se non da parte mia], che mi riservo di poter “raccontare” in uno dei miei prossimi Libri.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6473.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2570" title="IMG_6473" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/IMG_6473-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Al mio “rientro” a casa verso sera, quando mio Figlio Mirko ha “scaricato” nel computer le Immagini fotografiche della Giornata, osservandone “un paio” in particolare ha esclamato sorpreso:</p>
<blockquote><p><em>«Guarda Stefano che “sorride”!» </em>[In effetti di solito è piuttosto ombroso!!]</p></blockquote>
<p>…aggiungendo:</p>
<blockquote><p><em>«Non mi aspettavo una tale espressione, per di più così “Sentita”.» </em></p></blockquote>
<p><em> </em></p>
<p>Per poi concludere:</p>
<blockquote><p><em>«Anche da questa foto si riesce ad immaginare che La Caccia può “far bene” all’Animo Umano.»</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La Calà del Sasso – Parte I</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 12:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Pietro Pizzato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Beppa Rigoni Scit</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2510" title="Panorama 1" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Panorama-1-1024x242.jpg" alt="" width="620" height="146" /></a></p>
<p>SASSO È FRAZIONE DEL COMUNE DI ASIAGO: la più grande, seppur la più lontana, a esattamente 12,23 Km. dal capoluogo. Conta 500 abitanti, disseminati nelle 13 contrade dalla tormentata morfologia: <em>Chiesa, Lobba, Mori, Ruggi, Grulli, Ecchele, Caporai, Pieretti, Cotti, Colli, Gianesoni, Sprunch, Loca.</em> Anticamente assieme a Stoccareddo faceva comune a sé: il comune di Campanella. Quando fu sciolto, Sasso passò sotto Asiago, e Stoccareddo sotto Gallio.</p>
<p><strong>Tutti i <span style="color: #008080;">Baù </span>e i <span style="color: #008080;">Rossi </span>del mondo, (assieme a qualche <span style="color: #008080;">Stefani</span>), vengono da là e già nel &#8217;500 si diffuse il cognome <em>Dal Sasso</em>.</strong> “<span style="color: #008080;"><strong>Rossi</strong></span>”, pare derivi dal colore dei capelli degli antenati (forse cimbri, comunque nordici) mentre <span style="color: #008080;"><strong>Baù</strong> </span>dal tedesco <em>baur</em> o <em>bauer</em>: coltivatore, contadino.</p>
<p>Da sempre la frazione, per l&#8217;isolamento geografico e la rudezza del territorio, è stata area di forte marginalità ed emigrazione. É oggi un borgo dove ritrovi ancora qualche sprazzo dello spirito di fratellanza tanto caro a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rigoni_Stern" target="_blank"><span style="color: #008000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Mario Rigoni Stern</span></strong></span></a> (che in loco ha espletato censimenti anagrafici): “<em>Prudere liebe”, </em>come ascritto a imperitura memoria nello stemma della Reggenza.</p>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Senza-titolo-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2512" title="Senza titolo-1" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Senza-titolo-1.jpg" alt="" width="116" height="160" /></a>Sasso è stato luogo stragetico per il capoluogo e per tutto l&#8217;Altopiano fin dal XIV secolo,</strong> quando fu aperta (in contemporanea con Gallio/Val Frenzela) una via per la pianura, sotto il governo dei Visconti di Milano, assai usata dalla Serenissima per trasportare i tronchi adatti ai cantieri navali, assieme a carbone, lana, pelli, formaggi, fluitati da Valstagna (antico porto fluviale dell&#8217;Altopiano), attraverso il Brenta fino alla nostra “banchina dei carbonai”, a Venezia.</p>
<h4>Sasso è nata con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cal%C3%A0_del_Sasso" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">Calà</span> </span></a>e per la Calà.</h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>La <strong>CALÀ</strong> è una delle più antiche opere costruite dall&#8217;uomo sul territorio altopianese, seconda in ordine di tempo solo ai Graffiti della Val d&#8217;Assa e al villaggio Preistorico del Bostel. Null&#8217;altro in zona può testimoniare  più efficacemente il passaggio dell&#8217;uomo su queste terre.<span id="more-2508"></span></p>
<p>I lavori di costruzione iniziarono alla fine del 1300 (per volontà di G.Galeazzo Visconti di Milano, che governava al tempo il territorio dopo gli Ezzelini e gli Scaligeri), territorio che solo nel 1403, passò sotto la giurisdizione della Serenissima.</p>
<p><strong><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2514" title="Immagine1" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine1-1024x522.jpg" alt="" width="620" height="316" /></a></strong></p>
<p><strong>Il progetto “CALÀ” nacque per contrastare lo strapotere che il Comune di Foza aveva assunto, quale porta obbligata per la pianura attraverso la Val Frenzela</strong> <em>(da</em> <em>Freya &#8211; divinità celtica, adorata assieme a Thor e Odino, dagli antichi abitatori provenienti dallo Jutland)</em>, <strong>per la valle del Brenta, a cui Asiago per commerciare, doveva pagare dazio</strong>.</p>
<p>Se sotto le varie Signorie, la Calà fu utilizzata soprattutto per trasportare legname da costruzione e da ardere, carbone, pelli, carni e prodotti tipici (ortaggi, miele, formaggi, burro), con la Repubblica Veneta fu il legname (a fusto intero sfrondato) il prodotto più gettonato: con gli <em>abeti</em> &#8211; alti anche 90 mt. &#8211; si costruivano gli alberi delle navi e le parti rigide; con i <em>larici il fasciame, </em>data la naturale flessibilità e la sostenza isolante in esso contenuta (trementina); con i faggi, i remi ed altri componenti (esiste ancora il toponimo: “Col dei remi”).</p>
<h4>La Calà era composta da gradoni (<span style="color: #ff0000;">4444</span>!) ad affiancare un cunettone in pietra, atto allo scivolamento delle piante.</h4>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2516" title="Immagine5" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine5-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Ci volevano anche 10 uomini per far scendere un tronco agganciato con corde alla spalla del portantino. Apposite aperture in tornante nel muretto di contenimento, consentivano di far fuoriuscire e ruotare il tronco per continuare la discesa. Fondo scivolosissimo, umido sempre, “sgalmare” <em>(zoccoli)</em> ai piedi, percorso da farsi anche due volte al dì (per un totale di 17.776 gradini!)&#8230;più di uno ne è rimasto travolto! Anche le donne avevano il loro da fare con la gerla sulla schiena a portar giù prodotti e riportare su soprattutto: sale, tabacco, farina, pasta, riso.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2518" title="Immagine6" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine6-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>A Valstagna era infatti nato in riva al fiume un mercato molto importante, perchè raccoglieva come un collettore anche tutti i prodotti della Valsugana provenienti dal Nord, del bellunese e del Cansiglio. E i valstagnesi inventarono un nuovo mestiere: lo <em>zattiere,</em> colui che velocemente attaccava un tronco all&#8217;altro con “clamare” e corde, caricava la zattera di prodotti e la faceva fluitare fino a Venezia, dove l&#8217;Altopiano aveva la sua darsena personale: la <em>“Banchina deì carbonai”.</em> L&#8217;operazione Calà fu assai costosa, non si sa bene con certezza chi co-finanziò l&#8217;impresa, il Comune si indebitò ma anche i cittadini si tassarono; come costosa fu la manutenzione a solo carico dei montanari, come da accordi con i “Dòmini”. L&#8217;attività resse le sorti economiche di quella parte di popolazione che ne fece uso, ma beneficiò tutti: migliaia di persone per 700 anni, togliendole dalla miseria di una terra avara. Nel 1956, quando fu ultimata la carrozzabile da Asiago a Sasso, la Calà andò in declino.</p>
<p><a href="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2521" title="Immagine8" src="http://www.oscarpizzato.com/wp-content/uploads/2012/11/Immagine8.jpg" alt="" width="502" height="337" /></a></p>
<p><em>[Continua…]</em></p>
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